In occasione del Global Pride abbiamo lanciato una nuova stazione su Sonos Radio: Full Spectrum. Questa stazione in edizione limitata, fondata da un gruppo di dipendenti LGBTQ+ di Sonos, propone canzoni di artisti della comunità LGBTQ+ e la musica simbolo di questo mondo. Oltre alle storie personali registrate dai dipendenti Sonos, la stazione offre le interviste esclusive di Rita Houston agli artisti più amati dalla comunità, come Brandi Carlile e Laura Jane Grace. In questo articolo racconteremo com’è nata la stazione e cosa la rende diversa da ciò che si sente di solito nella stagione del Pride.

I nostri legami nascono dalle storie che ci contraddistinguono. Anche nella vita professionale, sono i rapporti che creiamo con i colleghi a permetterci di ottenere i risultati sperati. Si inizia parlando del week-end, della vita in famiglia, delle speranze per il futuro e si crea un rapporto di fiducia, che aiuta a superare lo stress e a dare il massimo quando, a mezzanotte, si è ancora alle prese con un progetto. Ora immagina di provare a costruire questi rapporti tenendo nascosta gran parte della tua vita. È quasi impossibile conoscere davvero una persona se non può parlarti delle sue difficoltà, delle canzoni che le fanno venire voglia di alzarsi e ballare o della persona che ha scelto di avere accanto per tutta la vita.

Nonostante i grandi passi avanti del movimento LGBTQ+ nell’ultimo decennio, per molti membri di questa comunità è ancora difficile essere completamente se stessi sul luogo di lavoro. Ecco perché all’inizio del 2018 un piccolo numero di dipendenti Sonos ha fondato un gruppo di risorse dei dipendenti (ERG) con l’obiettivo di aiutare l’azienda a creare un ambiente più accogliente e di supporto per tutti i dipendenti LGBTQ+.

Full Spectrum station art

Una comunità più visibile

Denominato Pride@Sonos (ma spesso chiamato semplicemente Pride@), il gruppo si è unito ad altri ERG Sonos, come Black@ e Women@ (a cui si sono aggiunti in seguito Latinx@, Veterans@ e molti altri). Una delle prime questioni che il comitato organizzativo ha dovuto affrontare è stata quella di decidere se Pride@ dovesse accogliere solo membri della comunità LGBTQ+ (per garantire uno spazio sicuro in cui discutere delle eventuali difficoltà da affrontare) o anche gli altri dipendenti Sonos, inclusi i sostenitori. Vista la mentalità aperta che da sempre caratterizza la comunità LGBTQ+, il gruppo ha scelto di mantenere lo stesso atteggiamento anche all’interno dell’ERG. Grazie a questa decisione, anche le persone che avevano dubbi sulla propria sessualità o identità di genere avrebbero potuto ricevere aiuto dal gruppo senza esporsi diventando membri dell’ERG.

Fin dall’inizio, il gruppo ha ottenuto il sostegno della dirigenza Sonos. Dmitri Siegel, Vicepresidente Global Brand, ha reso ufficiale il proprio supporto diventando lo sponsor esecutivo di Pride@. “Sono felice di poter essere un sostenitore del gruppo Pride@”, dichiara. “Da uomo bianco ed eterosessuale è facile sentirsi intimidito o a disagio nel parlare delle problematiche del mondo LGBTQ+, per timore di esprimersi in modo inappropriato o addirittura offensivo. Entrando a far parte del gruppo Pride@ ho avuto l’opportunità di informarmi, ascoltare e imparare. Una volta superati l’insicurezza e il disagio ho scoperto persone davvero fantastiche e un aspetto della vita che altrimenti mi sarei perso”.

Nel tempo, Pride@ è cresciuto e ha avuto un impatto sempre maggiore su Sonos. Sin dalla fondazione il gruppo si è rivolto a vari presentatori per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche affrontate dalla comunità LGBTQ+, ha fatto donazioni a enti di beneficenza locali e nazionali, ha coinvolto i dipendenti in eventi locali legati al Pride e ha ospitato un gruppo LGBTQ+ giovanile a Santa Barbara per un tour sperimentale e sessioni di domande e risposte con i dipendenti Sonos.

Il mondo LGBTQ+ in tutte le sue sfumature

Quando Pride@ ha iniziato a prepararsi per la stagione del Pride di quest’anno, è risultato subito evidente che organizzare manifestazioni ed eventi di persona sarebbe stato praticamente impossibile. “Mentre ci scambiavamo le prime idee, non sapevamo nemmeno se saremmo tornati in ufficio entro giugno”, ha spiegato Shelby Branam, presidente attuale di Pride@ nonché ingegnere informatico di Sonos. “Così ci siamo chiesti come realizzare un evento che risultasse significativo e inclusivo, anche senza ritrovarci in ufficio”.

Nello stesso periodo, in azienda si stava diffondendo un grande entusiasmo per il lancio di Sonos Radio. Fin dall’inizio, Sonos Radio era stata progettata per offrire ai clienti un’incredibile esperienza radiofonica e fargli conoscere la nostra filosofia aziendale. I membri di Pride@ hanno capito che grazie a Sonos Radio avrebbe potuto sostenere i dipendenti Sonos e tutta la comunità, quindi hanno contattato il team Sonos Radio per capire come fare.

“Ora che avevamo a disposizione una piattaforma fantastica come Sonos Radio, avremmo potuto realizzare un progetto incredibile con Pride@”, rivela Saidah Blount, produttrice del team Sonos Radio e curatrice di Sonos Sound System. “E tutto ha avuto inizio in modo molto semplice: abbiamo deciso di mettere insieme una serie di tracce e creare una stazione rappresentativa. Tuttavia, Pride@ è un gruppo composto da persone di grande talento, con capacità organizzative trasversali e vari interessi al di fuori dell’ambito lavorativo. Abbiamo capito che poteva trattarsi di un’occasione incredibile per far conoscere Sonos Radio e, allo stesso tempo, parlare delle emozioni su cui si basa il Global Pride”.

Un tratto distintivo dell’esperienza Sonos Radio è la voce data agli artisti, con le stazioni curate da icone del mondo della musica come Thom Yorke, Brittany Howard e David Byrne e le Radio Hour di Nancy Whang, JPEGMAFIA e Phoebe Bridgers su Sonos Sound System. Quando Pride@ ha iniziato a raccogliere i suggerimenti e registrare le storie dei membri, Saidah e il team Sonos Radio si sono messi al lavoro per dare voce agli artisti della comunità LGBTQ+. Saidah doveva però trovare la persona giusta per condurre le interviste. La prima a cui ha pensato è stata Rita Houston, responsabile della programmazione radiofonica di WFUV a New York e presentatrice di The Whole Wide World with Rita Houston. “Rita è famosa nel mondo della radio per essere una delle migliori intervistatrici del settore”, spiega Saidah. “Grazie al suo modo di porsi con gli artisti, le sue interviste sembrano più chiacchierate tra amici che attività di promozione. Inoltre, è sempre stata molto orgogliosa di far parte della comunità LGBTQ+”.

Con Rita nel team, la stazione ha iniziato a prendere forma. “Abbiamo contattato alcuni tra gli artisti LGBTQ+ preferiti del team, invitandoli a scegliere le canzoni che per loro rappresentano meglio il Pride e a condividere la loro esperienza come membri della comunità”, spiega Rita. “Proprio come speravamo, hanno risposto con grande entusiasmo”. Nei tre mesi della stagione del Global Pride, gli ascoltatori potranno ascoltare Brandi Carlile, Laura Jane Grace e altri artisti osannati in un formato simile alle Radio Hour di Sonos Sound System. Penso che la reazione entusiasta degli artisti sia una dimostrazione della forza del nostro brand e del team Sonos Radio, ma principalmente credo che abbiano apprezzato l’autenticità di questa iniziativa”, aggiunge poi Dmitri.

L’elemento fondamentale della stazione, tuttavia, sono le canzoni e le storie raccontate dai dipendenti Sonos. Gli ascoltatori potranno scoprire tutte le sfumature del mondo LGBTQ+, dalle difficoltà nascoste ai momenti di trionfo. “Tutti potranno ascoltare le canzoni che celebrano la nostra comunità (ovviamente), ma anche brani che esprimono rabbia, confusione, sconforto e un sentimento di protesta”, svela Eric Bowers, membro di Pride@ e avvocato del team legale Sonos. “Che si tratti di un artista transgender che lotta per far sentire la propria voce, un brano disco in omaggio alla nostra comunità o un cantante country moderno che canta di inclusione, nella nostra radio non mancherà di sicuro. Volevamo che la stazione rappresentasse la nostra comunità in modo autentico e non approssimativo, che fosse qualcosa di più di un evento aziendale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda

Non sorprende che la collaborazione a Full Spectrum abbia avuto un forte impatto su tutte le persone che hanno partecipato al progetto. “Come sostenitore, lavorare a questa stazione è stata un’esperienza che mi ha cambiato”, rivela Saidah. “Ascoltare le storie di chi ha fatto coming out scegliendo di essere fedele a sé stesso è davvero emozionante. Occuparmi di questa stazione in collaborazione con Pride@ è stato un privilegio”.

Dal canto suo, Eric ricambia. “Tra Sonos Radio e l’ERG Pride@ è nata una vera e propria partnership. Il team radiofonico ha ascoltato tutti i nostri commenti e suggerimenti, dimostrando sempre grande empatia e comprensione. I membri dell’ERG hanno potuto partecipare alla creazione della stazione dalle prime fasi fino agli ultimi ritocchi”, prosegue Eric.

Da oggi potrai ascoltare Full Spectrum nell’app su Sonos Radio, nella sezione Sonos Presents. E se vuoi creare un gruppo di risorse dei dipendenti LGBTQ+ nella tua azienda, scopri di più qui. “Penso che gli ERG siano importanti, perché rappresentano una piattaforma su cui esprimere le necessità delle varie comunità presenti in Sonos”, afferma Shelby. “E quando un’azienda dimostra il proprio supporto nei loro confronti, non si limita a dichiarare che tiene ai propri dipendenti, ma va ben oltre: rende omaggio a ciò che distingue ognuno di loro”. Buon Pride!

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